L’esperienza dimostra che, se si prevede da lontano il disegno che si desidera intraprendere, si può agire con rapidità una volta venuto il momento di eseguirlo.

Cardinale Richelieu

Ho scoperto quanto la capacità di pianificazione possa fare la differenza in terza superiore, quando la mia insegnante di latino ha iniziato a interrogarci sull’intero programma di letteratura. A gennaio, prima degli scrutini, chiedeva tutto ciò che avevamo studiato a partire da settembre, e giugno finiva con un’interrogazione sul programma dell’intero anno. Potrebbe sembrare traumatico per dei diciassettenni alle prese con il latino, ma questa esperienza, durata fino alla maturità, mi ha permesso di affrontare l’università con una facilità  e dei risultati impensabili. Ho visto alcuni compagni disperarsi e tentare di imparare tutto a memoria tre giorni prima dell’interrogazione e altri gettare direttamente la spugna e accontentarsi di un voto scarso. Per me era impensabile sia studiare ininterrottamente per tre giorni e sperare di ricordarmi tutto, sia rischiare un’insufficienza nella mia materia preferita. Ed è stato proprio in quella situazione di grande carico di lavoro che ho capito di dover pianificare il mio tempo e, soprattutto, gli argomenti di studio. Così ho diviso le pagine totali per i giorni che avevo a mia disposizione e studiando poco ogni giorno non solo ho terminato il programma per tempo, ma ho ottenuto voti altissimi. E ho mantenuto questo metodo anche per tutto il mio percorso universitario: ha funzionato alla grande! Ovviamente questo non è il posto giusto per parlare di metodi di organizzazione dello studio e non è mia intenzione farlo, ma l’esempio che vi ho fatto serve a sottolineare quanto una corretta pianificazione possa aiutare in moltissime situazioni, compresa la stesura di racconti e romanzi! 

Due tipi di pianificazione:  la trama orizzontale e quella verticale

Mi rendo conto che, spesso, si tende a pensare che svolgere un lavoro artistico sia frutto del caso e dell’intuizione: non è così e non mi stancherò mai di ripeterlo. Pensate forse che opere come la Cappella Sistina o i quadri di Monet siano nati per caso? Ovviamente no, dietro ci sono studi, bozzetti e prove. Lo stesso vale per la scrittura: se costruiamo una struttura portante funzionale, sarà molto meno complicato “costruire” la nostra storia definitiva. 

Nella scorsa lezione, vi ho spiegato come pianificare una storia dividendola nelle sue quattro parti fondamentali, mentre oggi voglio mostrarvi le differenze tra pianificazione della trama orizzontale e trama verticale verticale.

La pianificazione della trama orizzontale

Senza un’adeguata pianificazione, la storia che avete in mente rischia di svilupparsi per conto proprio senza una direzione precisa. So che può sembrare entusiasmante stare ad osservare il comportamento e l’evoluzione dei vostri personaggi, ma vi posso garantire che, nella maggior parte dei casi, si rischia di non arrivare da nessuna parte, di creare confusione e di non terminare il racconto. Inoltre, i personaggi potrebbero risultare poco coerenti se non progettati attentamente, ma di questo parleremo in un altro articolo. 

Con pianificazione  della trama orizzontale intendo la programmazione anticipata dell’arco narrativo. Ciò significa delineare e individuare ogni evento che intendiamo raccontare, dal primo all’ultimo.

Poniamo il caso che vogliate narrare di come il vostro personaggio abbia trascorso la giornata in un parco giochi. Vediamo un esempio e chiamiamo il nostro protagonista momentaneo Frank.

La trama orizzontale potrebbe essere strutturata nel seguente modo. 

  • Frank si sveglia
  • fa colazione
  • sale in automobile 
  • passa a prendere il suo amico
  • arrivano al parco divertimenti
  • trascorrono insieme l’intero pomeriggio
  • hanno un litigio a seguito di una vecchia questione non chiarita
  • rientra a casa

Abbiamo così stabilito ogni singolo episodio del percorso che vogliamo seguire, dal risveglio fino al rientro a casa. La nostra trama orizzontale è pronta, ora dobbiamo occuparci di quella verticale.

La pianificazione della trama verticale

Per organizzazione della trama verticale, si intende invece la pianificazione della storia che si svolge all’interno delle singole parti, per esempio nei diversi capitoli o sezioni.

Continuiamo utilizzando l’esempio precedente e vediamo come andare ad aggiungere dei dettagli, magari utilizzando la tecnica della riscrittura se non abbiamo ancora le idee chiarissime.

È un rumore acuto quello che sveglia Frank alle sette di un sabato mattina primaverile e lo strappa da un sonno agitato costellato da incubi inafferrabili. Il brusco risveglio e il tumulto notturno fanno sì che si senta frastornato, mentre scende in cucina per fare colazione. Il latte è finito – cosa che, in altre circostanze, lo avrebbe fatto irritare – ma, allegro per la giornata che lo attende, decide di non prendersela, e si prepara un lungo caffè nero che riempie la cucina di un aroma inconfondibile. 

Abbiamo appena lavorato verticalmente sui primi due punti della trama orizzontale, aggiungendo dettagli e informazioni che permettono di ampliarla ulteriormente. Possiamo infatti chiederci: perché Frank ha fatto degli incubi? È una persona con poca pazienza dato che non trovare il latte in frigorifero tende a irritarlo? Oppure si irrita per le sue dimenticanze? E via di questo passo fino a individuare tutti i dettagli che ci servono  per costruire la nostra storia e i nostri personaggi.

Ricapitolando: la pianificazione della trama orizzontale ci consente di individuare gli eventi principali del nostro racconto, mentre quella verticale permette di trovare spunti per ampliare la trama orizzontale creando le basi per una storia via via più articolata e, contemporaneamente, definire e approfondire i personaggi e il contesto in cui si muovono.

Spero che questi ulteriori elementi di pianificazione possano esservi utili per iniziare a delineare il vostro racconto. Vi invito ad esercitarvi utilizzando quanto abbiamo visto insieme finora e, se avete, qualche dubbio, scrivetemi! 🙂

Alla prossima e buona scrittura!

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