The Nerd Writer2019-03-07T19:13:10+01:00
Instagram post 2253027894607717944_4405704345 Ho sempre creduto di essere una persona poco portata all’utilizzo di un diario quotidiano. A differenza di quanto avviene negli altri ambiti della mia vita non sono mai riuscita ad usarlo con costanza. Dopo una settimana, al massimo, lasciavo perdere e quando sentivo nuovamente la necessità di scrivere mi rendevo conto che erano passate settimane, a volte mesi, dall’ultima volta che mi ero segnata qualcosa.

Negli ultimi anni, interessandomi alla crescita personale e vedendo quanto venisse incentivato l’utilizzo del diario, ho provato a riavvicinarmi. Ma, nuovamente, non ha funzionato.

La vera svolta è arrivata poco tempo fa, grazie a una Youtuber americana che trasmette una grande gioia di vivere e un instancabile entusiasmo per la scrittura privata dei diari.

Grazie a lei ho capito molte cose, e alcune ve le riassumo qui:

1. È necessario abbandonare il perfezionismo. Se come me ne siete afflitti, sono certa che alla prima sbavatura, cancellatura o accenno di grafia disordinata, vi verrà voglia di buttare il quaderno e lasciare perdere. Ricordatevi che il diario è uno STRUMENTO per il miglioramento della VOSTRA VITA, non deve essere esposto alla Pinacoteca di Brera. Quindi fate un bel respiro e lasciate andare le manie di perfezionismo, non serve a niente se non a farci sentire male e costantemente inadeguati.
2. Il vostro diario deve avere degli obiettivi. Quali? Ognuno ha i propri, ma ve ne dico qualcuno dei miei: superare il perfezionismo (!), gestire l’ansia, avere un dialogo migliore e più gentile con me stessa.
3. Potete scriverci qualsiasi cosa, in qualsiasi momento. Da quando ho smesso di “fare il riassunto” serale della mia giornata, avere un diario ha cominciato ad avere un senso. Ci scrivo più volte al giorno: per appuntarmi un’idea, una sensazione, qualcosa di bello che ho visto o letto. È diventato una sorta di memoria esterna, mi fa sentire meglio e vedere le cose da una prospettiva diversa.

Questa impostazione, per me, sta funzionando benissimo, ma se volete qualche spunto in più, vi consiglio di seguire il profilo IG e il canale YT di @elle_growth. Troverete tanti modi diversi per usare un diario e molti consigli di crescita personale.
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Instagram post 2250839371909667058_4405704345 LEZIONE DI SCRITTURA N.2: LA TECNICA DELLA RISCRITTURA

Finalmente oggi entriamo nel vivo della scrittura creativa e iniziamo a mettere mano alla penna! 😉 Siete emozionati? Io molto e spero che questa tecnica possa esservi d’aiuto! ❤️ Si tratta di una tecnica tanto semplice, quanto efficace che consiste nello scrivere più volte la stessa frase, aggiungendo dettagli a ogni riscrittura. Ad esempio, frase 1. Elisa è seduta in riva al mare. Frase 2. In una fredda mattina invernale, Elisa è seduta in riva al mare da sola. Frase 3. In una fredda mattina invernale, dopo avere passato una notte insonne, Elisa è seduta in riva al mare da sola. Vorrebbe parlare con suo padre ma non può.
E così via. Per approfondire e comprendere meglio di cosa si tratta e di come funziona, vi invito ad andare sul mio blog, dove è tutto spiegato nel dettaglio. Trovate il link in bio. All’interno dell’articolo, trovate oltre all’approfondimento di questa tecnica, qualche consiglio per farvi venire nuove idee e degli spunti per esercitarvi utilizzando la riscrittura.

Fatemi sapere cosa ne pensate! Buona settimana e... buona scrittura! 😉❤️ #scrittura #scritturacreativa #tecnichediscrittura #lariscrittura #riscrittura #fazieditore #charlottebrontë #villette #ilprofessore #wassermann #ilcasomaurizius #stoner #johnwilliams #thenerdwriter #nerdwriting
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Instagram post 2248007570174506412_4405704345 SULLA COMUNICAZIONE E IL REGISTRO LINGUISTICO

Oggi avrei voluto parlarvi di un autore francese che ho scoperto da poco: Christian Bobin, ma l’incontro di ieri pomeriggio con il Professor Barbero ha riportato a galla un argomento che mi sta molto a cuore e di cui vorrei parlarvi proprio oggi (e che tratterò in modo più approfondito in uno dei prossimi articoli sul blog). Mi riferisco all’importanza che riveste il registro linguistico all’interno della comunicazione, sia scritta che orale.

Personalmente mi sono trovata più volte a dovere modificare il mio stile di scrittura: se leggete il mio saggio critico (che ha un’impostazione strettamente accademica) lo troverete decisamente diverso dal mio romanzo e dai miei racconti. Così come è diversa la scrittura che utilizzo sul blog e sui social. E non potrebbe essere che così.

Se scrivere la mia tesi di dottorato ha significato confrontarmi con esperti del settore, scrivere il mio blog ha un direzione completamente differente. Mi rivolgo, infatti, agli appassionati di letteratura e scrittura, agli studenti, ma non certo agli accademici. Di conseguenza al variare del mio potenziale gruppo di lettori, vario il mio modo di esprimermi.

E credo che questo sia il giusto modo di procedere quando si vuole divulgare la propria materia. Se un astrofisico, durante una conferenza aperta al pubblico del Planetario, parlasse come con i suoi colleghi io non capirei nulla e quell’esperienza, per me, non avrebbe alcun valore. Ma se, invece, porta il discorso al mio livello, ne uscirò arricchita ed entusiasta.

Adeguarsi a chi si ha di fronte, sia che si tratti di scrivere o di parlare, è sintomo di intelligenza e di apertura mentale. Significa credere nella diffusione della cultura a tutti i livelli. Arroccarsi nella torre d’avorio dell’”accademichese” è, invece, solo prova della propria insicurezza e del proprio disagio.

Scegliete sempre con cura le parole che utilizzate per comunicare con gli altri e andate incontro a chi non ha la vostra preparazione. Perché abbassare il vostro registro quando serve non significa abbassare la vostra preparazione, ma alzare il vostro grado di comunicazione ed educazione.
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Instagram post 2245878894322464102_4405704345 A COSA SERVE LA LETTERATURA?

Se mi volto indietro e osservo tutti i libri letti nella mia vita non vedo un percorso lineare, ma un labirinto, in senso borgesiano. Scorgo diramazioni, cunicoli, scalinate e strettoie che attraversano lo spazio-tempo. Mi ritrovo immersa in una dimensione disorientante, mentre attraverso multiversi e mi perdo. La continuità temporale svanisce, ma invece di averne paura ne rimango affascinata. Perché il labirinto in cui mi trovo non è solo un luogo in cui ho perso totalmente il senso del tempo e dello spazio, ma è un posto che rivela una pluralità di possibilità, di prospettive e di ipotesi. 
La molteplicità delle esperienze vissute grazie alla letteratura è il senso ultimo del mio vagare nel labirinto. Sono tutti e sono nessuno. Sono qui e sono altrove.

La letteratura ci regala vite incredibili, punti di vista che non ci appartengono, sogni che non sono i nostri. Ci getta negli abissi oscuri delle anime e poi, proprio mentre stiamo annegando, viene in nostro soccorso, mostrandoci tutta la sua potenza e la nostra infinita piccolezza. 
È inquietudine e sublimazione, è perdersi e riconoscersi. (Trovate l’articolo intero sul mio blog. Link in bio. 😉) #letteratura #acosaservelaletteratura #milton #paradisoperduto #tragicigreci #criticaletteraria#borges #labirinto #classici #classicidellaletteratura
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Instagram post 2243567002144934752_4405704345 SULL’AMORE

L’amore non è solo quello “romantico”. L’amore è in tutte le cose e per tutte le cose. In un cielo stellato, nel levarsi dell’alba, nella brezza di una sera di fine estate.

L’amore è per tutti. Per chi resta, per chi sceglie un’altra strada e per chi ha intrapreso un viaggio senza ritorno.

Ci sono amori eterni, che superano lo spazio e il tempo, come quello per i morti. E proprio oggi, in questa ricorrenza in cui si festeggia l’amore, penso a mia nonna che mi ha lasciato sola su questa terra esattamente un anno e otto mesi fa.

Il mio dolore non recede di un passo, ma non lo fa nemmeno l’amore. La morte mi ha insegnato che non esistono confini per un sentimento tanto profondo.

L’amore regala l’eternità.

Il mio augurio va alle anime tristi, alle anime sole, alle anime disperate e stanche. Perché in questo buio che chiamiamo dolore possa entrare la luce dorata della rinascita. #amore #sanvalentino #michelemari #centopoesiedamorealadyhawke #sullamore
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Instagram post 2242941467916145524_4405704345 Come alcuni di voi sapranno, non leggo libri che ruotano intorno alle storie d’amore per svariati motivi.

Il primo e forse il più importante, come recitava una volta la mia bio qui su Instagram, è che il lieto fine mi annoia quasi sempre. Sono una grande appassionata di tragedie, nel senso più classico della parola, quindi potete capire bene il mio disagio davanti a finali forzatamente positivi o, ancora peggio, zuppi di amore sdolcinato. Scusatemi, ma proprio non ce la posso fare.

Il secondo riguarda la struttura narrativa della maggior parte delle storie d’amore. Tendenzialmente è ripetitiva e prevedibile, il che non fa che aumentare la mia noia e il mio disinteresse.

Potrei andare avanti elencando tutti gli altri motivi, ma credo che i primi due siano più che sufficienti per il momento. 😬

Detto questo, però, ci sono delle eccezioni. (Come è giusto che sia). Una di queste è Jane Eyre, un libro che credo di avere letto tre o quattro volte. Ovviamente la storia non ruota esclusivamente intorno al rapporto di Jane e Rochester, ma mostra l’evoluzione e la crescita interiore della protagonista. Il tutto immerso in un’atmosfera dai tratti gotici decisamente seducente per chi ha gusti letterari simili ai miei.

Quindi, se per questo San Valentino avete voglia di leggere ANCHE una bella storia d’amore e consolarvi con un bel lieto fine, Jane Eyre è un libro perfetto.

Avevo pensato di consigliarvi Lolita di Nabokov, che a modo suo parla d’amore, ma mi rendo conto che tendenzialmente è visto in tutt’altro modo. 
In ogni caso, leggetevi Jane Eyre ma sappiate - allerta SPOILER! - che se fosse stato per me, Rochester la vista non l’avrebbe recuperata proprio per niente. Tantomeno per vedere il figlio. Però, forse, avrei potuto concedergli una qualche forma di chiaroveggenza sul modello di Tiresia... 😉

Ora che sapete di avere a che fare con un Orco avverso all’amore romantico tradizionalmente inteso, abbiate il coraggio di confessarmi quali sono le vostre storie d’amore preferite! 😉 Scrivetemelo nei commenti qui sotto e prometto - prima o poi - di svelarvi qualche titolo “romantico” che mi sia piaciuto!❤️ #janeeyre #charlottebrontë #classici #sanvalentino
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Instagram post 2240705618409962679_4405704345 PRIMA LEZIONE DI SCRITTURA CREATIVA: CREARE UN’ABITUDINE

Qual è la cosa più importante da fare per un aspirante scrittore?
Prima di tutto leggere: non mi stancherò mai di ripeterlo. Leggere i libri dei grandi autori del passato, di coloro che hanno innovato la letteratura, è il primo passo per potere pensare di mettere mano alla penna (o alla tastiera! ;-)). Ma il secondo, quello di cui parlo nel mio articolo di oggi sul blog, è scrivere. Ogni giorno. Sì, perché è solo attraverso la creazione di un’abitudine quotidiana che riusciremo a prendere confidenza con quest’arte. Il talento e il genio da soli non sono abbastanza. L’esercizio continuo e la perseveranza possono portare a risultati interessanti.

Pensate che Mozart sia diventato il compositore che tutti conosciamo solo attraverso il suo talento innato? Assolutamente no. Quello è stato un dono, ma sono state le ore seduto al pianoforte a suonare a farlo diventare un musicista straordinario. Infatti, se non avesse mai avuto un pianoforte e un’educazione musicale oggi saremmo qui a parlare di lui?
Rifletteteci e… mettetevi a scrivere! 😉 (Per approfondire, andate sul mio blog. Vi lascio il link in bio! In foto, il mio ultimo libro. Che non si è scritto da solo, ma con un numero interminabile di ore di studio e lavoro! ;-)) #scrittura #scritturacreativa #lezionidiscrittura #lezionidiletteratura #presenzeproustiane #abeditore #abitudine #creareunabitudine
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Instagram post 2236358910347810595_4405704345 SUL MIO INCONTRO CON GEORGE STEINER

Credo fosse un giorno tiepido e soleggiato di inizio primavera, quando parlai per la prima volta con un simpatico e affabile vecchietto dai modi cortesi e decisamente d’altri tempi. La sua magrezza profonda e il bastone lo facevano apparire fragile, ma gli occhi scuri, acuti e vivaci, ne rivelavano tutta l’intelligenza. Che fosse un uomo brillante e dalla sconfinata cultura era risaputo – le voci nei dipartimenti corrono veloci – ma che avrebbe cambiato per sempre la mia prospettiva sull’Olocausto non potevo certo saperlo.

Ero a metà del primo anno di specializzazione e il mio desiderio era quello di scrivere una tesi in Estetica e, più nello specifico, sull’orrorifico della figura di Barbablù nell’immaginario letterario e artistico. Avvenne così che il Professor Scaramuzza – con cui sostenni poi uno dei più complessi e articolati esami del mio corso di studi – mi consigliò il libro di Steiner che vedete in foto: Nel castello di Barbablù.

In breve, Steiner sostiene che il nostro rapporto con la verità è quello della ricerca.
Come se ci trovassimo davvero nel Castello di Barbablù, nonostante la paura pervasiva, siamo costretti ad aprire tutte le porte una dopo l’altra. E non possiamo rifiutarci di farlo, perché, prima di tutto ce le troviamo inevitabilmente davanti (è ovviamente una metafora dei più importanti avvenimenti storici), e in secondo luogo non aprirle significherebbe tradire lo spirito indagatore che contraddistingue l’animo umano.

Il saggio è illuminante sotto ogni punto di vista, ma ciò che ha davvero colpito la mia attenzione sono stati i motivi per cui, secondo Steiner, ci siamo trovati di fronte a una delle più grandi tragedie dell’umanità: l’olocausto. Le riflessioni scaturite dalla lettura del saggio mi ha portato ad allontanarmi per sempre da quella retorica, spesso fastidiosa, che ruota intorno a questo straziante avvenimento e ad aprire la mente in una direzione a me prima sconosciuta.

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Instagram post 2235619730774023289_4405704345 COS’È LA LETTERATURA?

Buongiorno e buon inizio di settimana a tutti! ☀️ Come promesso oggi vi parlo di un tema fondamentale per coloro che vogliono approcciarsi alla letteratura in modo critico.

La riflessione del giorno riguarda un quesito che all’apparenza può sembrare banale, ma non lo è affatto. Cos’è, infatti, la letteratura?

Alcuni di voi, venerdì, mi hanno scritto cose meravigliose: la letteratura è “respiro”, “un rifugio”, “imprescindibile per la nascita dell’Uomo”. E concordo con tutte le vostre affermazioni.

Tuttavia, lasciando da parte le emozioni, per concentrarci sul versante più tecnico possiamo dire che la letteratura è un insieme di testi letterari che, attraversando le varie epoche, continua a mantenere un colloquio vivo con noi.

Ma quali sono esattamente questi testi? Quali requisiti devono avere per affrontare e superare la prova del tempo? 🔽
Per saperne di più subito, potete andare a leggere l’articolo sul mio blog (lascio il link in bio), oppure aspettare il prossimo post o il video su YouTube (che arriverà relativamente presto! 😉). Io vi consiglio, comunque, di fare un salto sul blog, troverete anche un imperdibile consiglio di lettura! 💕 #lezionidiletteratura #criticaletteraria #letteratura #elogiodellombra #borges #adelphi #adelphiedizioni #uominietopi #steinbeck #ilcontedimontecristo #dumas #dialoghiconleucò #cesarepavese #pavese #einaudi #einaudieditore
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Instagram post 2233394733116397402_4405704345 DI COSA PARLEREMO NEL PROSSIMO POST?

Lunedì (o al più tardi mercoledì, in base al sondaggio 😉) uscirà un nuovo post qui su Instagram e il relativo articolo di approfondimento sul blog (thenerdwriter.it, per chi ancora non lo conoscesse!). Presto (anche se non so ancora darvi una data precisa) vedrà la luce anche un canale YouTube dove potremmo approfondire insieme tematiche letterarie e di scrittura. Sono molto emozionata per questo progetto e spero possa interessarvi e, soprattutto, servirvi per scoprire qualcosa che ancora non sapevate.

Detto questo: di cosa parleremo lunedì? Di un argomento fondamentale per chi vuole occuparsi di letteratura e/o scrittura, riassumibile nella seguente domanda: cos’è la letteratura?

Dato che le spiegazioni “tecniche” ve le fornirò la prossima settimana, oggi mi piacerebbe chiedervi che cos’è per VOI la letteratura. Cosa rappresenta, cosa vi regala. Personalmente la penso come Proust (strano, vero? 😂), il quale sostiene che «La vrai vie c’est la littérature.» Aspetto i vostri commenti qui sotto! 😍

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