The Nerd Writer2019-03-07T19:13:10+01:00
Instagram post 2231336603931086296_4405704345 L’IMPORTANZA DEI DIARI PRIVATI

Da una prospettiva letteraria,  l’importanza dei diari è inestimabile: permettono di conoscere senza filtri le esperienze di vita dell’autore, il suo personale punto di vista su una quantità notevole di argomenti e, non da ultimo, progetti, idee e abbozzi di opere successivamente realizzate o lasciate in sospeso. 
Se le esperienze di vita e lo sguardo soggettivo dello scrittore sono fondamentali per chi desideri avere un quadro più chiaro e completo dell’opera dell’autore preso in esame (soprattutto se l’opera ha una forte componente autobiografica), l’ultimo elemento è di particolare interesse per coloro che desiderano approcciarsi a loro volta al mondo della scrittura. 
Vedere da vicino il processo creativo che ha portato alla nascita di grandi testi letterari è un esercizio utilissimo. In primis, perché è in grado di ispirarci, in secondo luogo perché osservare l’elaborazione di un’idea e la successiva progettazione e messa in atto può fornirci un modello di lavoro da cui partire. Cosa che, soprattutto quando si è all’inizio, può essere di grande aiuto.

In generale, penso che tenere un diario sia un esercizio utile per chiunque. Sia per gli aspiranti scrittori, sia per chi voglia costruire un memoir della propria vita o, ancora, come strumento utile per il raggiungimento degli obiettivi. 
La volta scorsa mi avete fatto capire quanto amiate leggere i diari degli autori che amate, ma quanti di voi ne tengono uno? Scrivetemelo qui! 👇🏻 (In foto: Diari di Sylvia Plath. Quella che vedete è la sua scrittura. 💕) #scritturacreativa #criticaletteraria #diariprivati #diari #sylviaplath #diarisylviaplath #sylviaplathdiaries #adelphi #adelphiedizioni #earlybird #iphonegraphy #instagrammers #iphoneonly #bestoftheday #picoftheday #instadaily #instagood
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Instagram post 2230074599597617543_4405704345 📔 SCRITTURE PRIVATE: I DIARI

Sylvia Plath. Questo nome è risuonato nella mia testa per anni: un nome familiare, ma di cui non conoscevo praticamente nulla, se non la tragica fine. 
Ha sempre esercitato su di me un fascino misterioso, ma ho rimandato la lettura delle sue poesie e del suo romanzo a lungo.

Quando, finalmente, mi sono decisa a leggere qualche poesia e La campana di vetro ne sono rimasta delusa. Credo di non essere riuscita a capirla. Forse perché la sua opera è talmente frammista alla sua vita personale, da non potere essere compresa senza conoscere la sua biografia in modo approfondito.

Come mi ha insegnato il lungo lavoro di ricerca svolto durante il mio dottorato, non ci si può fermare alla superficie, ma bisogna continuare a scavare fino a quando le cose non diventano più chiare.

Quindi, eccomi qui, con i suoi diari tra le mani, pronta a mettermi in discussione e a essere illuminata dalle parole private di Sylvia. So che i diari non sono completi, perché Ted Huges – il suo ex marito – ne ha distrutti una buona parte, ma anche i non detti e i manoscritti distrutti possono raccontare molto. 
Voi amate leggere i diari o gli epistolari? E, se sì, quali sono quelli che avete amato di più? 
#sylviaplath #diari #diarisylviaplath #adelphi #adelphiedizioni #plath #sylviaplathdiaries #domenicaadelphi
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Instagram post 2227626435228312794_4405704345 LEZIONI DI LETTERATURA (E DI SCRITTURA)

Negli ultimi giorni sto lavorando moltissimo alla stesura di contenuti di carattere letterario che possano accontentare due esigenze differenti: quelle di chi desidera leggere un testo letterario con gli adeguati strumenti critici e quelle di chi, invece, aspira a conoscere le tecniche narrative per poter scrivere un proprio racconto o romanzo.

Inizialmente mi sembrava impossibile coniugare le esigenze di un lettore e quelle di un aspirante scrittore. Temevo che un argomento potesse interessare uno ma non l'altro. Tuttavia, dopo lunghe riflessioni sono giunta a una conclusione: una persona che desideri scrivere non può fare a meno di leggere e comprendere la grande letteratura e un lettore non può che beneficiare della conoscenza della strutture narrative soggiacenti a un testo. ✨
In fondo, come dice Nabokov la letteratura è composta, in parti uguali, della «precisione della poesia» e dell'«intuizione della scienza» ed è necessario non solo occuparsi delle storie, ma anche del modo in cui vengono raccontate. Bisogna riconoscere il talento e il genio di uno scrittore, ma anche l'archittettura dei testi letterari. ✨
Quindi ho deciso di parlarvi di entrambe le cose senza preoccuparmi troppo di separare i due argomenti. Spero che la mia decisione possa essere utile e funzionale all'uso che ognuno di voi intende fare della letteratura. ✨
Lasciatemi le vostre opinioni qui sotto, ogni consiglio e proposta sono preziosi per avere nuovi spunti e nuove idee. ❤️ #criticaletteraria #scrittura #scritturacreativa #lezionidiletteratura #nabokov #adelphi #adelphiedizioni
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Instagram post 2221101141228510139_4405704345 Presenze Proustiane ❤️
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Nel mio profilo parlo quasi esclusivamente dei grandi classici della letteratura che, per me, rappresentano la vita stessa. (Vorrei spiegarvi meglio cosa intendo con questo concetto, ma credo sia giusto destinargli un post dedicato, quindi, per il momento, prendete la frase per quello che è.)
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Raramente vi parlo di me e dei miei lavori, perché prima di raccontarvi dei miei libri, trovo giusto è decisamente più interessante farvi conoscere i testi degli autori che hanno davvero fatto la differenza nella storia della letteratura e nella storia del pensiero umano.
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Non so quanti di voi siano a conoscenza del fatto che io abbia qualche pubblicazione all’attivo, dato che non ne parlo quasi mai. 
Ho scritto un romanzo, due racconti  e una prefazione: tutti lavori di cui sono orgogliosa. ✨
Tuttavia, il libro di cui vado più fiera è il saggio critico che vedete in foto: Presenza Proustiane. Tratto dalla mia tesi di dottorato, mi è costato quasi sei anni di intenso lavoro, studio e sacrificio. Ma quello che mi ha restituito è impagabile. Mi sono potuta immergere in un mondo incantato – quello della letteratura con la L maiuscola – e ho provato (e provo tutt’ora) un amore indissolubile, fedele e immortale per Proust e la sua opera. Per non parlare dello stupore che mi hanno suscitato il genio e la sensibilità montaliana. ✨
Il percorso che mi ha portato a scrivere questo libro non ha solo modificato la mia vita, ha cambiato me come essere umano. La mia prospettiva, la mia essenza. In meglio. ✨
Vi auguro di potervi imbattere in un’esperienza come la mia (qualsiasi sia il vostro ambito lavorativo e di studio) e di ritrovarvi cambiati e migliorati. Voi stessi e al tempo stesso altro da voi. ❤️
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Grazie come sempre ad @abeditore che ha trasformato il mio lavoro nel libro più bello di sempre. 💕 #presenzeproustiane #saraelisariva #thenerdwriter #proust #marcelproust #abeditore
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Instagram post 2215264997404207454_4405704345 Questo è il romanzo che mi ha traghettato dal 2019 al 2020. Sono all’incirca a metà, ed è il mio primo Márai. Due cose mi hanno colpito finora: lo stile curatissimo e la capacità straordinaria di costruire un mondo e di fartici immergere. Ora sono curiosa di conoscere meglio Z. – il protagonista – e la sua storia, che vagamente, per certi aspetti, mi ricorda la mia. Voi cosa state leggendo in questi primi giorni dell’anno? 💕#sandormarai #sándormárai #lasorella #adelphi #adelphiedizioni #hobonichi #hobonichiweeks #hobonichiweeksmega
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Instagram post 2210367938247224314_4405704345 Paura di Zweig è stata l’ultima lettura che ho completato in questo 2019. Prima di tutto: se non conoscete Zweig, vi consiglio di recuperarlo. È un autore straordinario, dotato di una prosa molto raffinata. Per cominciare, consigliere Notte fantastica, una raccolta di racconti curatissima e di grande valore. 💕 In secondo luogo, vorrei spendere due parole su Paura, un racconto lungo dal carattere onirico, claustrofobico e soffocante. Zweig è un vero maestro nel sondare l’animo umano: lo analizza, lo scandaglia, arriva quasi a vivisezionarlo. E, una volta terminata la lettura, ci si rende conto di come la sua analisi sia puntuale e precisa e di quanto l’umanità, troppo spesso, lasci a desiderare... Se non ci sentiamo prima, buon inizio di 2020! In caso contrario, fatemi sapere se conoscete questo autore straordinario! 😊 #Zweig #stefanzweig #paura #adelphi #adelphiedizioni #ultimaletturadellanno #ultimalettura2019 #filofax #filofaxmalden
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Instagram post 2209554347549830103_4405704345 Non è un mistero, per chi mi segue da un po’, che la mia formazione e il mio lavoro ruotino intorno alla letteratura. E per me la letteratura è un modo di comprendere il mondo, di sondare l’animo degli uomini. Come dice Proust: La vrai vie c’est la littérature. 💕 Tuttavia, l’ardore che sento per la conoscenza mi spinge a indagare altri settori, tra cui quello della botanica e della fisica. Vorrei studiare tutto, ogni branca del sapere ha un fascino intrinseco irresistibile. Così, per questo 2020 che è dietro l’angolo, uno degli obiettivi è quello di approfondire il mio (scarso, ahimè!) sapere scientifico, concedendomi la lettura di un saggio al mese. A gennaio mi terrà compagnia La vita segreta delle piante, un saggio che promette di svelare meccanismi sottili e invisibili del mondo vegetale. 🌱 Voi leggete mai saggi di materie che non sono la vostra? E se sì, quali sono i vostri principali interessi? #lavitasegretadellepiante #letture2020 #petertompkins #christopherbird #ilsaggiatore #amoreperlascienza #saggi
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Instagram post 2203970108993500226_4405704345 Ho terminato questo romanzo da pochi giorni e prima di scrivere queste righe ho riflettuto a lungo. Sarà che non ho ancora avuto modo di recuperare qualche studio critico sulla Jackson – e probabilmente mi sfugge qualcosa – ma non mi ha del tutto convinta. La sensazione è stata simile a quella datami dalla lettura de L’incubo di Hill House e La lotteria. La Jackson crea atmosfere cariche di inquietudine, semina indizi, lascia intravedere vaghe possibilità di risoluzione narrativa. E poi si ferma. Come se la storia si cristallizzasse, senza nessuna soluzione. E non parlo di un finale chiarificatore, ma di chiudere certe parentesi, di spiegare in qualche modo la funzione di dettagli apparentemente importanti sparsi lungo la trama. Vorrei tanto riuscire a farmela piacere, la Jackson. Perché certe sfumature sono piccoli capolavori. Tuttavia non la comprendo e la sua opera mi risulta sfuggente e incompleta. Amanti di Shirley aiutatemi a capire meglio, ma con senso critico, per favore. Il “mi piace perché mi fa emozionare/perché mi rispecchio nel personaggio X” non è sufficiente! 😉 #abbiamosemprevissutonelcastello #shirleyjackson #adelphi #adelphiedizioni #filofax #filofaxmalden
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Instagram post 2200336018020762073_4405704345 ✍🏻 SULLO SCRIVERE A MANO ✍🏻 Passo gran parte del mio tempo a scrivere: a volte per piacere, molto più spesso per lavoro. E amo farlo in entrambi i casi. Sedermi alla scrivania e appoggiare le mani sui tasti mi dà quasi la stessa sensazione di quando le appoggiavo sul pianoforte. Sento una vibrazione particolare nell’aria, come se le parole (come lo erano le note) fossero già pronte, sparpagliate nell’atmosfera e attendessero solo di essere raccolte e riordinate. Tuttavia non succede quasi mai che il processo risulti così semplice. La maggior parte delle volte, le parole si scontrano, si affastellano, non funzionano. E l’unico modo che conosco per metterle al posto giusto, per costruire la sequenza che ho in mente, è prendere carta e penna. Scrivere (o riscrivere) a mano ha qualcosa di magico e riesco sempre, o quasi, a dire ciò che desidero nella maniera che voglio. È per questo che ho una dipendenza da taccuini e agende. Ed è per questo che non potrò mai utilizzare solo il digitale. Quando scrivo a mano penso in un modo diverso, più funzionale, più profondo. Capita anche a voi? #scrivere #scrivereamano #filofax #filofaxmalden
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Instagram post 2192421484442601839_4405704345 Stasera sono proprio stanca, sento la stanchezza appoggiarmisi addosso, minuto dopo minuto. Ma è una stanchezza piacevole, quella che deriva da una giornata di lavoro piena e gratificante. È la serata giusta per mettersi a letto a leggere e a farmi compagnia, ormai da un paio di giorni, c’è quello che viene considerato il capolavoro di Shirley Jackson: Abbiamo sempre vissuto nel castello. Di suo ho già letto L’incubo di Hill House e la raccolta di racconti La lotteria. Apprezzo molto il suo stile e le descrizioni, anche se non riesco ancora a capire se sia un’autrice che mi piace fino in fondo. Ma è ancora troppo presto per dirlo! 😉 Intanto ringrazio tantissimo @ninart23, che mi ha regalato questo libro per il mio compleanno! 💕 #shirleyjackson #abbiamosemprevissutonelcastello #adelphi #adelphiedizioni #lettureserali #letturedidicembre #letturesottolecoperte
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