La letteratura, come tutta l’arte, è la confessione che la vita non basta.

Fernando Pessoa

La letteratura, come tutta l’arte, è la confessione che la vita non basta.

Fernando Pessoa

La letteratura, come tutta l’arte, è la confessione che la vita non basta.

Fernando Pessoa

La letteratura, come tutta l’arte, è la confessione che la vita non basta.

Fernando Pessoa

La letteratura, come tutta l’arte, è la confessione che la vita non basta.

Fernando Pessoa

La letteratura, come tutta l’arte, è la confessione che la vita non basta.

Fernando Pessoa

La letteratura, come tutta l’arte, è la confessione che la vita non basta.

Fernando Pessoa

Dopo avere finalmente compreso quale fosse il mio personale valore aggiunto alla diffusione della cultura letteraria, mi sono ritrovata davanti al primo ostacolo da aggirare. Da dove partire per trascinarvi nello straordinario mondo della letteratura e della scrittura? Dalle basi, è ovvio, potrebbe dire qualcuno, ma quali sono esattamente le basi?

Tutti noi abbiamo iniziato a leggere senza porci particolari domande, semplicemente abbiamo preso in mano il nostro primo libro e una sillaba dopo l’altra, una parola dopo l’altra, una frase dopo l’altra siamo giunti alla fine del testo. Abbiamo letto la nostra prima storia.

Tuttavia – e questo riguarda anche tutto ciò che abbiamo letto in seguito – difficilmente ci si sofferma a pensare perché abbiamo letto proprio quel libro specifico. E per comprenderlo, dobbiamo fare un passo indietro.

Cos’è la letteratura?

Presto o tardi, almeno nella vita di uno studioso di letteratura, giunge una domanda a cui non ci si può sottrarre: che cos’è la letteratura? Quesito all’apparenza banale, cos’è infatti la letteratura se non un insieme di testi letterari? 

Iniziamo dividendo la letteratura in due macro categorie: i grandi classici della letteratura mondiale da un lato (e questi saranno i testi a cui farò riferimento in questo articolo) e la narrativa contemporanea dall’altro. È chiaro che alcuni dei libri pubblicati oggi, un domani potrebbero diventare dei classici. Vediamo come.

Partiamo da questo assunto: la letteratura è l’insieme dei testi letterari che attraversano i secoli. Se prendiamo per vera questa affermazione, sarà naturale porsi un’altra domanda, a cui risulta ancora più complicato dare una risposta: quali sono i testi letterari che sono stati tramandati fino a noi? E perché proprio quelli?

Il canone letterario

I testi che oggi noi leggiamo, che prendiamo come riferimento, fanno parte di ciò che viene definito canone letterario, ovvero quell’insieme di autori e opere considerati come modelli estetici di una determinata tradizione con cui è aperto un continuo colloquio.

Questo vale per una definizione di massima, tuttavia il canone comprende anche modelli che travalicano quello estetico. Come, ad esempio, i valori identitari di una comunità, i valori etici e il senso di appartenenza, fondamentale in quanto rappresenta il primo segno di identità.

Ciò che abbiamo detto sinora chiarifica, e solo a grandi linee, un modello di rappresentazione della realtà esterna a noi. Il canone, infatti, fornisce anche un esempio dell’universo intimo dell’io, dell’interiorità, del pensiero e della memoria.

A cosa serve concretamente il canone letterario?

Il canone letterario permette dunque, attraverso la mimesi, di definire i diversi modi della rappresentazione. In altre parole: quando leggiamo i testi che appartengono al canone vigente veniamo a conoscenza di una serie di valori che diventano nostri attraverso l’imitazione (la mimesi, appunto). In qualche modo, la letteratura ci presenta modelli di comportamento accettati e compresi dalla società in cui viviamo, per farci vivere una serie di esperienze in grado di formare la nostra identità.

Questo ci fa comprendere che al variare dei valori sociali nel corso dei secoli, vi è la possibilità di un cambiamento del canone che, difatti, non è fisso né immutabile.

Dunque, cos’è la letteratura?

Dopo avere chiarito, a grandi linee, cosa sia un canone letterario ed esserci posti alcune domande,  possiamo dire con ragionevole certezza che la letteratura è un’insieme di testi che contengono i valori e i modelli della società in cui siamo inseriti con i quali manteniamo un dialogo costante, ma che, tuttavia, proprio per le variabili tipiche della natura umana possono essere modificati nel corso del tempo. Non è un mistero, infatti, che alcuni autori o loro opere siano cadute nell’oblio per lunghi periodi per poi essere riscoperte e tratte alla luce in un momento più consono a recepire il messaggio che l’autore recava con sé.

Rimarrebbe ancora un interrogativo, il più complesso, ma forse anche il più interessante: a cosa serve la letteratura?

Ma di questo parleremo nel prossimo articolo!

Intanto vi consiglio una lettura fondamentale: Il canone occidentale di Harlod Bloom. Potete trovarlo cliccando sulla copertina qui sotto. 🙂

Il Canone occidentale

Il Canone occidentale

di Harold Bloom

Edizione: BUR

Quali sono i testi e gli scrittori su cui la civiltà occidentale ha edificato la sua letteratura? Come conciliare il gusto personale con il bisogno di condividere un patrimonio comune? Da Dante a Shakespeare, da Molière a Goethe, da Cervantes a Tolstoj, Harold Bloom ha individuato ventisei autori, prosatori e drammaturghi che non si può non conoscere e dedica loro pagine di studio diventate un patrimonio straordinario. Opera profondamente personale, controversa, discussa, letta in tutto il mondo, “II Canone occidentale” è un saggio sui classici diventato, a sua volta, un classico degli studi letterari.

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